RAGAZZI SCRIVETE IN CORSIVO. IL RISCHIO È LA DISGRAFIA.

 

RAGAZZI, SCRIVETE IN CORSIVO, PER IL BENE DI ANIMA E CERVELLO. IL RISCHIO E’ LA DISGRAFIA

Il ritorno alla scrittura manuale può sconfiggere la disgrafia (disturbo dell’espressione scritta che riguarda il 20% degli studenti italiani,dei quali maschi 8 su 10) rieducando la motricità. Il  corsivo encefalogramma dell’anima (La memoria del Mondo,159 pagine), una grafologa e uno psicologo spiegano i danni  cognitivi, emotivi e relazionali che a bambini e adulti può causare l’abbandono della scrittura a mano, specialmente in corsivo a favore dell’utilizzo prioritario ed esclusivo delle tastiere delle tecnologie digitali.

La psicologa e ricercatrice dell’Università di Washington,Virginia Berniger, ha condotto uno studio interessante,confrontando la scrittura in stampatello, in  corsivo e su tastiera di un gruppo di bambini della Scuola Primaria.In questo modo ha scoperto che alle diverse modalità di scrittura sono associati schemi cerebrali differenti e separati che producono diversi risultati.Si sono notate significative differenze tra chi  ha utilizzato il carattere corsivo rispetto a coloro che hanno utilizzato lo stampatello.Nei primi bambini si è rilevata una maggiore attivazione delle aree cerebrali associate alla memoria di lavoro con un aumento delle attivazione delle reti di lettura e scrittura.

Occorre recuperare i benefici delle scrittura a mano, preferibilmente in corsivo.Come scrive l’Istituto di Grafologico Internazionale Moretti (il francescano padre Girolamo Maria Moretti,1879-1963,iniziatore della grafologia in Italia) nel suo manifesto per il lancio della Campagna per la valorizzazione della scrittura a mano: << La  scrittura a mano corsiva stimola a: migliorare la capacità di lettura e di calcolo, potenziare la capacità di attenzione e di apprendimento; imparare l’autodisciplina e la concentrazione; allenare la  memoria e accrescere la fiducia in se stessi; favorire il pensiero critico;costruire buone relazioni comunicando le proprie idee; esprimere la creatività soggettiva e uscire dall’anonimato incoraggiando l’originalità individuale>>.

Non si tratta di una resistenza al progresso, ma di considerare gli aspetti collegati all’attività della mano.Impugnare la penna facilita lo stimolo del pensiero e quello del ricordo riducendo la dipendenza da tastiera e arginando la divergenza tra occhio e memoria.Buona  Scrittura a Tutti!

Rosanna Travascia